Non bisognerebbe “Scherzare col fuoco del gioco illegale”

Non bisognerebbe “Scherzare col fuoco del gioco illegale”

News Redazione 0

 

“Tanto va la gatta al lardo, che vi lascia lo zampino”: chi ancora ci legge sa che “ci piace” ogni tanto ricollegarci a qualche vecchio adagio e mai se ne è trovato uno così adatto al “gioco che sta facendo il Governo” con l’opinione pubblica e con gli addetti ai lavori del mondo del gioco pubblico. Chi ci governa continua a sfidare il gioco illecito, quasi servendogli sul piatto il mercato che per il gioco legale mercato non è più, mentre lì si spalancano le porte per il mercato sommerso ed illecito.

Rete illegale del gioco d’azzardo

Norme, ordinanze, manovre bis o ter, ormai costellano il percorso del gioco pubblico mettendolo in grave difficoltà ”esistenziale” e finanziaria: sembra che il Governo faccia finta di non sapere dell’esistenza di una rete di gioco parallela (ma illecita) a quella del gioco di Stato e che questa rete illegale, sia sempre esistita e che era stata messa all’angolo dalla regolarizzazione del gioco negli ultimi quindici anni circa. La legalizzazione del settore ludico ha contribuito senza dubbio a “bonificare” il mercato, a restringerlo riducendolo quasi ai minimi termini, ma ora non è così perché tutto ciò che sta succedendo in questo settore non fa altro che foraggiare il mercato illegale, facendolo prosperare e facendolo moltiplicare.

Aumento ulteriore della tassazione sulle apparecchiature da intrattenimento

É veramente “come scherzare con il fuoco” questo atteggiamento che ha assunto il Governo, sia per le sue iniziative dirette (aumento ulteriore della tassazione sulle apparecchiature da intrattenimento) sia per l’atteggiamento delle Regioni e degli Enti Locali: dove esistono più ordinanze restrittive e regolamenti capestro, là il gioco illegale o giocare al casino illegalmente ha terreno fertile per rivitalizzarsi e sostituire quello proposto dallo Stato. Basta pensare alla proliferazione dei cosiddetti “totem” per il gioco online, sempre più presenti nelle regioni che hanno limitato le slot, e che avranno vita facile qualora l’offerta legale non risultasse più competitiva od attraente.
Questo “scherzare con il fuoco del gioco illegale” sembra una sorta di suicidio messo in atto dall’Esecutivo che continua a voler ignorare questi effetti collaterali o, comunque, continua in modo testardo a non preoccuparsi minimamente della problematica. Ma immaginiamo, per un attimo, che il comparto legale riesca a mantenersi in piedi, ad assorbire il colpo della manovra-bis ed a proseguire così con le sue attività (anche se con guadagni più che risicati) rimane il dato di fatto che non potrà esserci un aumento della raccolta.
Infatti, i dati economici del primo trimestre di questo anno dimostrano che vi sia una diminuzione delle giocate e quindi, delle entrate erariali… che non potranno neppure “eguagliare da lontano” quelle registrate nel 2016. Questo significa che l’introduzione delle misure imposte in questa ultima manovra risulterebbero del tutto inutili da un punto di vista di stabilità economica, poiché non riuscirebbero a generare nuove entrate così come promesso all’Europa. Alla fine non si riuscirà neppure a non aumentare l’IVA per i cittadini italiani che saranno di nuovo “assoggettati” ad altri aumenti…
Nella stessa famigerata manovra, infatti, pur risultando dimezzato il prossimo aumento dell’IVA sui beni di largo consulo, dal 3 all’1,5%, l’altra metà risulterebbe “spalmata” in altri rincari nel 2019 e nel 2020. Anche l’aliquota ordinaria del 22% crescerebbe in ogni caso di tre punti, per poi aumentare dello 0,4% l’anno successivo. Ma questo piano “abbastanza elaborato” risulterà senza dubbio poco piacevole, ed assolutamente impraticabile se verrà a mancare ciò che il Governo “si aspetta dai giochi”.